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Debian 5.0.4: quarto aggiornamento per Lenny

Il caso ha voluto avvicinare, almeno una volta, i rilasci di Debian ad Ubuntu: a distanza di pochissimi giorni dall’arrivo di Ubuntu Hardy Heron 8.04.4 LTS, gli sviluppatori Debian hanno infatti reso disponibile il quarto aggiornamento di Debian Lenny, l’attuale versione stabile della nota distribuzione.

Come nella tradizione di Debian questo rilascio non aggiunge funzionalità ma si limita a correggere problemi di sicurezza e malfunzionamenti vari del sistema; nonostante anche il kernel sia stato aggiornato, questo rimane alla versione 2.6.26(-21): chi cercasse qualcosa di più recente dovrà dare uno sguardo ai pacchetti presenti nel repository backport.

Anche il Debian Installer è stato aggiornato e ora permette di installare in maniera più agevole pacchetti provenienti da archive.debian.org, l’archivio dei pacchetti Debian non più disponibili nei repository ufficiali; miglioramenti vengono segnalati anche nel supporto a macchine IBM S/390 e a NAS QNAP basati su architettura arm/armel.

In attesa che vengano rese disponibili immagini ISO aggiornate (utili per nuove installazioni), gli utilizzatori di Debian Lenny possono procedere all’aggiornamento del sistema tramite l’apposito strumento grafico oppure utilizzando aptitude da riga di comando.

Nel caso abbiate più macchine da aggiornare consigliamo l’utilizzo di un sistema di cache dei pacchetti come Approx.

Fonte: http://www.oneopensource.it/01/02/2010/debian-504-quarto-aggiornamento-per-lenny/

Roberto Lissandrin

Linux contro Apple ovvero iFreeTablet contro iPad

Il 4 febbraio 2010 il gruppo EATCO dell’Università di Cordoba (Spagna) presenterà la propria “visione” di tablet PC. La novità questa volta risiede nel fatto che il prodotto è basato su Linux. Nello specifico si tratta di un prodotto completo e usabile basato su Debian chiamato iFreeTablet.

Il sistema è basato su un Intel Atom N270 a 1.6 GHz. Monta un Hard Disk da 160GB, e presenta diversi connettori e porte: ethernet, 3 USB, uscita VGA e un lettore di Card fotografiche. Lo schermo è un 10.2 pollici. Completano la configurazione hardware il supporto WiFi 802.11b/g, una fotocamera da 1.3 Mega Pixel, un sistema di Lock Kensington. Opzionale è il supporto 3G. Il prezzo di lancio? Stando
a Linux Netbook si aggira tra i 300 e 400 Euro.

A guardarlo si può dire che il prodotto sembra già pronto per l’immissione in commercio. La user interface è abbastanza semplice, forse un po’ scarna, ma comunque usabile. Probabilmente questa della GUI è l’unico punto di debole se lo si paragona ad un iPad, ma la configurazione hardware vista la numerosità di connettori è di gran lunga superiore a quella di un iPad. Il sistema è anche multitask.

Non ci è dato di prevedere quale sarà il successo dell’iFreeTablet e d’altra parte non ci è possibile prevedere neanche quello dell’iPad. I fatti però dimostrano ancora una volta che con Linux è possibile creare prodotti commerciali, finiti, usabili e completi. Basta crederci.

Fonte: http://www.oneopensource.it/02/02/2010/linux-contro-apple-ovvero-ifreetablet-contro-ipad/

Roberto Lissandrin


10 tools per creare la propria distribuzione linux

10 metodi per realizzare una distro Linux personalizzata

Se siete esperti del Pinguino e volete preparare una distribuzione con personali settaggi kernel, applicazioni ed elementi desktop, ma non sapete come fare, ecco la soluzione. Mayank Sharma del sito TechRadar UK consiglia 10 tool per creare la propria distribuzione Linux.

Il primo tool suggerito è Remastersys, pensato per le distro Ubuntu e Debian. Esso crea un'immagine ISO della distribuzione con la quale si sta lavorando, facendo sì che l'utente possa creare un backup completo del proprio sistema operativo e una copia distribuibile che non abbia dati personali.

Sempre per Ubuntu (ma anche Kubuntu, Xubuntu e Edubuntu) c'è Ubuntu Customization Kit (UCK), che permette di creare Live CD Ubuntu con i programmi preferiti e configurazioni avanzate, grazie a una serie di script di cui è dotato. Sempre per Ubuntu e Debian è anche il terzo tool, Reconstructor; esso ha come requisito l'uso di un browser recente per la customizzazione della propria distro, con una nota dolente: non è free al 100%.

Se preferiamo Fedora come struttura Linux di base, ecco allora il software che fa per noi: Revisor. Con una semplice interfaccia grafica, esso permette di creare Live CD o pen drive USB bootable con la propria versione di Fedora dove abbiamo inserito gli RPM che riteniamo utili. Ben altra cosa se vogliamo personalizzare SUSE: in questo caso c'è lo strabiliante SUSE Studio. Con tale software possiamo creare ISO, LiveCD, immagini disco non solo per USB, ma anche per VMWare e Xen; il tutto funziona semplicemente dal browser.

Ancora per Fedora troviamo Pungi, un vecchio insieme di script Python con l'obiettivo di collezionare librerie da installare con Anaconda. Una menzione viene fatta anche per Builder, una serie di script bash in grado di realizzare distribuzioni, quali gNewSense in soli nove step.

Indipendente da qualsiasi distribuzione è invece Linux Live, una collezione di shell script, che in sole 6 semplicissime mosse ci permette di raggiungere l'obiettivo. L'esempio più famoso realizzato con questo strumento è Slax, distribuzione Linux Live basata su Slackware. Proprio per Slax esiste anche un MySlax Creator Wizard, che permette di personalizzare questa distro e di farla girare con Windows.

Dulcis in fundo non poteva che mancare il metodo per eccellenza per "puristi", che non hanno necessità di tool o script: Linux from Scratch: non un software, ma un libro, anzi due, che partono proprio dalle basi di Linux per capire come sia fatto questo OS internamente e per costruire la nostra agognata distribuzione senza alcun software a supporto. Tuttavia, se ciò vi spaventa un po', potete sempre usare Automated Linux From Scratch: un progetto nato con l'intento di automatizzare i concetti del libro.

fonte: http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=43788

Roberto Lissandrin

Kde 4.4

La seconda versione di Kde 4.4 è stata resa disponibile ieri per gli sviluppatori e gli utenti che vogliono individuare la presenza di eventuali bug, si avvicina quindi la pubblicazione della versione definitiva che è prevista per il 9 Febbraio.

Rispetto alla versione 4.3 sono previsti diversi miglioramenti e l’introduzione di alcune nuove applicazioni come un nuovo strumento per i blogger.
Interessante anche la presenza di nuovi widget come una tastiera virtuale sullo schermo, una lavagna, uno strumento per il controllo dei testi e un widget per visualizzare parti di pagine web.

Tutti i dettagli nella versione RC2 sono disponibili sul sito ufficiale, non resta che aspettare la versione definitiva per capire se KDE riuscirà a aumentare la propria popolarità.

Fonte: http://www.tuttotech.com/archives/5539/linux-kde-4-4-vicino-alla-versione-definitiva
Roberto Lissandrin

Sette distribuzioni per netbook

Linux sui Netbook sembra ottenere buoni risultati, secondo le ultime statistiche un netbook su tre utilizza una distribuzione Linux come sistema operativo.
Le possibilità di scelta sono numerose ma oggi proponiamo alcune distribuzioni create e ottimizzate per essere utilizzate sui netbook.

Ubuntu Netbook Remix è una distribuzione basata su Ubuntu ottimizzata per netbook che è disponibile come sistema operativo preinstallato su alcuni Dell e Toshiba.

Moblin è invece stata sviluppata in modo specifico per i processori Intel Atom con lo scopo di ridurre al minimo i tempi di avvio e i consumi.

Interessante anche il progetto Easypeasy, si tratta di una distribuzione basata su Ubuntu che si caratterizza per il fatto di offrire alcuni software proprietari come Skype.
In origine era stata creata per funzionare su Asus EeePc ma le ultime versioni sono compatibili anche con altri netbook.

Anche Eeebuntu era stata creata in modo specifico per Asus Eeepc per poi supportare altri prodotti nelle versioni più recenti.

Un’altra distribuzione basata su Ubuntu da prendere in considerazione è Linux4One, creata per i netbook Acer Aspire One.


Sempre per Acer Aspire One troviamo Kuki Linux, una distribuzione leggera basta su Ubuntu che usa Xfce come ambiente desktop.

L’ultima segnalazione è per Jolicloud, una distribuzione basata su Ubuntu che è ancora in fase di sviluppo ma presenza soluzioni interessanti e che rivolge particolare attenzione alle applicazioni web.

Fonte: http://www.tuttotech.com/archives/4233/sette-distribuzioni-linux-per-i-netbook

Roberto Lissandrin

Avatar realizzato grazie a Ubuntu

Fonte: http://www.oneopensource.it/20/01/2010/avatar-realizzato-grazie-a-ubuntu/

James Cameron starà sicuramente festeggiando il suo ultimo successo, Avatar, acclamato da tutto il mondo come un nuovo cult-movie. Un film ben fatto, spettacolare e con una trama avvincente. Bene, noi di oneOpenSource suggeriamo di unire il coro degli ubuntiani alle urla dei fan che sono in fila al botteghino. Perché? Semplice, parafrasando uno slogan molto famoso si può dire: “No Ubuntu? No Avatar”. Ebbene si, avete letto bene.

Andiamo però con ordine. Partiamo dalla lontana Nuova Zelanda. È qui che ha sede la Weta Digital una azienda specializzata in effetti speciali e animazione digitale. Nella città di Wellington, dove ha per l’appunto sede la Weta Digital, sono stati creati gli effetti speciali digitali e le animazioni di molti dei film che abbiamo visto uscire in questi ultimi anni. Ecco alcuni titoli: i-Robot, Il Signore degli anelli, Jumper, King Kong, I Fantastici Quattro, Eragon, X-Men. L’ambito primato ha fatto si che la città di Wellington diventasse nota anche come Wellywood.

Facciamo un salto tecnologico. La Weta Digital ha all’interno della propria struttura più di 4000 server HP Blade per un totale di circa 35000 core. La capacità di storage di questo sistema è approssimativamente di circa 2 PetaByte, diciamo pure “1 biliardo di byte”, o anche una capienza equivalente a 1000 Hard Disk da 1 TeraByte. La rete LAN ha una banda da 10gbps.

Ora, torniamo ad Avatar e ad Ubuntu. La Weta Digital utilizza Ubuntu Server come sistema operativo per il proprio sistema di calcolo e rendering. Da qui il sillogismo: “la Weta Digital usa Ubuntu per digitalizzare effetti speciali e animazioni, Avatar è un film curato dalla Weta Digital, dunque Avatar è stato realizzato usando Ubuntu.”

Bella sorpresa, e forse mica tanto. Canonical lo scorso 2009 ha investito molto del proprio lavoro per stringere partnership coi grandi costruttori di server e di sistemi di calcolo, e HP era tra questi. Il passo, dunque è corto, e prima o poi qualche news di questo tipo doveva spuntare fuori.

Roberto Lissandrin


Rai Player 4 Linux porta i canali Rai (e non solo) su Ubuntu

Fonte: http://www.megalab.it/5605/rai-player-4-linux-porta-i-canali-rai-e-non-solo-su-ubuntu

Un nuovo e valido software fa capolino dal mondo degli open source: Rai Player 4 Linux. Si tratta di un programma che permette la visualizzazione in streaming, grazie al supporto di VLC Media Player, dei principali canali di Rai e Mediaset. In aggiunta a ciò, il software offre un ricco database composto da contenuti andati in onda sui canali Rai in un passato più o meno recente, ed ora disponibili in streaming, divisi per categoria, sul nostro computer.

Il software, per ora disponibile solo per le distribuzioni Linux basate su Debian (ad esempio Ubuntu), sebbene sia limitato alla visualizzazione di soli contenuti italiani, al contrario di Ubuntuwin TV recensito sulle pagine di MegaLab.it qualche tempo fa, è curato in ogni proprio particolare ed è di semplice utilizzo. Potete comunque controllare il blog dei creatori del programma per controllare se, eventualmente, il programma venisse reso disponibile per altri sistemi operativi.

.... continua su : http://www.megalab.it/5605/rai-player-4-linux-porta-i-canali-rai-e-non-solo-su-ubuntu

Inserisci link

p.s. provato e funziona leggere e seguire attentamente le istruzioni....

Roberto Lissandrin


ChromiumOS Zero: Chrome OS, ma veloce, con le estensioni e aggiornabile

Chomium OS, la variante libera di Chrome OS, diventa più a misura di utente. L’hacker Hexxeh ha provveduto a prendere il sistema operativo di Google, aggiornarlo, introducendo il supporto alle estensioni, migliorarlo, rendendolo più veloce, e comprimerlo, in modo da farlo entrare in una penna USB da 1GB.

Signore e Signori, è nato ChromiumOS Zero, un sistema operativo gratuito che nessun geek può perdere l’occasione di provare.

L’unico in grado – almeno per ora – di regalarci l’impressione di avere già tra le mani il tanto atteso sistema di “big G”.

Per utilizzare ChromiumOS Zero in modalità “live”, da una penna USB
, occorre estrarre il file “ChromeOS-Zero.img” dall’archivio scaricato dal sito ufficiale "http://chromeos.hexxeh.net/" del sistema operativo ed utilizzare il programma gratuito Image Writer.

Si avvia il software, gli si dà in pasto il file immagine appena citato, si seleziona la penna USB come destinazione ed il gioco è fatto.

Fonte : http://www.geekissimo.com/2010/01/17/chromiumos-zero-chrome-os/

Note utilizzo imagewriter:

Command Line Install

  1. Extract ChromeOS-Zero.img and run the following command in the same directory as the file, where X is the device name of your USB drive. Be sure not to include the entire address of the partition, just the device (i.e. “sdb” NOT “sdb1”). If you're unsure of the name of your device, type the command “sudo apt-get install gparted”. Once that installs, you can use Gparted (located in your System Administration menu) to figure out the correct partition of your flash drive. Alternatively you can use the “mount” command to see a list of storage devices and their mount location. (WARNING : A simple mistake with dd can lead to severe data loss. Always double check!!!)
  2. sudo dd if=ChromeOS-Zero.img of=/dev/X bs=4M
  3. Once the command finishes, you can then boot from the USB drive.
Noob Ubuntu/Debian Install
  1. Extract ChromeOS-Zero.img to any location.
  2. Install USB-ImageWriter using Synaptic Package Manager
  3. Run Applications –> Accessories –> ImageWriter
  4. Choose location of images file and SD or USB drive location
  5. Write image and reboot




Roberto Lissandrin

MSI Wind U135: primo netbook con sistema operativo Moblin


MSI Wind U135: primo netbook con sistema operativo Moblin
di Luca Colantuoni - Venerdì 15 Gennaio 2010 alle 16:32

Sono già molti i produttori che hanno aggiornato i propri cataloghi per fare posto ai nuovi modelli di netbook basati sulla recente architettura Pine Trail di Intel.

Quasi tutte le soluzioni in vendita integrano il processore Atom N450 (core Pineview) funzionante ad una frequenza di 1,66 GHz con grafica integrata Intel GMA 3150, in abbinamento al southbridge Intel NM10 Express.

Non fa eccezione il netbook Wind U135 di MSI, presentato verso la fine di dicembre 2009, con display retroilluminato a LED da 10 pollici e risoluzione 1024×600 pixel.

La vera novità riguarda però il sistema operativo. Oltre alla versione con Windows 7 Starter Edition, MSI commercializzerà un modello con sistema operativo SUSE Moblin 2.1 di Novell, derivato dalla versione Linux Enterprise Desktop 11, sostituendo l’interfaccia grafica KDE.

Moblin

La dotazione hardware comprende anche un disco rigido tradizionale con capacità di 160 o 250 GB, fino a 2 GB di memoria DDR2 a 667 MHz, WiFi 802.11b/g/n, modulo Bluetooth 2.1, Gigabit Ethernet, card reader 4-in-1, webcam da 1,3 megapixel, tre porte USB 2.0, uscita VGA e batteria a 3 o 6 celle con autonomia massima dichiarata pari a 7 ore.

Il Wind U135 con SUSE Moblin 2.1 sarà disponibile a partire da febbraio ad un prezzo stimato di 299 euro.

Roberto Lissandrin

Samsung N127 con Moblin Linux

Fonte: http://www.netbooknews.it/ces-samsung-n127-con-moblin-linux/

Probabilmente a breve netbook samsung anche con Moblin ....
Per ora l'esperimento parte con la Russia e l'India poi se si dimostrera' affidabile sbarchera' anche in Europa.

Il Samsung N127 esposto al CES 2010, monta un processore Intel Atom serie Z che permette di far girare Moblin in modo decisamente convincente.Inserisci link

Non resta che attendere godendoci l'anteprima video...



Roberto Lissandrin